“Come dovremmo affrontare le nostre prove?” – Nayaswami Jyotish & Devi

Sunday Service Week 34: Come dovremmo affrontare le nostre prove?

Reading from Rays of the One Light

Come dovremmo affrontare le nostre prove?

 La Verità è una ed eterna. Realizza l’unione con essa nel tuo Sé immortale, nel profondo del tuo essere.

Il seguente commento è basato sugli insegnamenti di Paramhansa Yogananda.

La scorsa settimana abbiamo preso in considerazione la tentazione alla quale Satana sottopose Gesù, quando si trovava nel deserto dopo essere stato battezzato da Giovanni Battista. Abbiamo esaminato la domanda: esiste Satana?

Tutti noi veniamo assaliti nella vita, in un modo o nell’altro, dalla tentazione, alcuni di noi con frequenza, altri solo occasionalmente. Che la tentazione provenga dal nostro subconscio o che provenga dall’esterno è una questione secondaria, di fronte all’evidente fatto che la tentazione ci assale e che dobbiamo affrontarla. Maggiore importanza ha dunque la domanda: «Come affrontare la tentazione e, in effetti, come affrontare le prove di qualunque tipo?».

Martin Lutero scagliò un calamaio contro il diavolo, che gli era apparso per tentarlo; una macchia scura sul muro della sua cella viene indicata ai turisti a sostegno di questo aneddoto. Sfortunatamente, di rado le nostre prove vengono allontanate in modo così sbrigativo. Come confidò una volta un condiscepolo a Swami Kriyananda, parlando di Satana: «Se soltanto potessi mettergli le mani addosso!».

Gesù, fornendo un esempio per i tempi a venire, vinse le sue tentazioni nel deserto aggrappandosi ancor più tenacemente a Dio. Come era solito dire Paramhansa Yogananda: «L’oscurità non può essere scacciata da una stanza con un bastone. Una volta accesa la luce, tuttavia, le tenebre svaniranno come se non fossero mai esistite». Gesù manifestò questo principio: la Bibbia ci dice infatti che alla fine «…il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano».

Nella Bhagavad Gita, questo argomento viene ulteriormente chiarito grazie alla spiegazione delle tre qualità presenti nella natura umana: la qualità sattvica, spiritualmente elevante; la qualità rajasica, che attiva l’ego; e la qualità tamasica, spiritualmente oscurante. È a questo aspetto trino della natura umana che si riferiscono queste parole del Capitolo Terzo:

Come il fuoco è nascosto dal fumo, come uno specchio è reso opaco dalla ruggine, come un embrione è racchiuso nel grembo, così il Sé che dimora nell’uomo è avviluppato dal desiderio.

Yogananda ha spiegato che ognuno di questi esempi descrive una delle qualità umane, o guna. Il sattva guna – ciò che eleva la nostra coscienza – può essere liberato da ogni identità con l’ego tramite un minimo sforzo di meditazione e di giusta affermazione. Il rajo guna, che intrappola l’ego nell’attività irrequieta, può essere eliminato con uno sforzo più consistente e un po’ più prolungato. Il tamo guna, che abbraccia gli stati mentali della pigrizia e della stupidità, può essere superato solo con il tempo, dato che inibisce persino il desiderio di migliorare se stessi.

L’esempio che Gesù ci ha dato era soprattutto per coloro nei quali predomina il sattva guna. Tuttavia, se nella tua coscienza trovi degli elementi che si oppongono persino allo sforzo di aggrapparti a Dio nella preghiera e nella meditazione, non disperare. La pazienza, è stato ben detto, è il sentiero più rapido verso Dio. Finché i tuoi sforzi ti guideranno costantemente nella giusta direzione, riuscirai col tempo ad avere successo. Ricorda le parole di Yogananda: «Un santo è un peccatore che non si è mai dato per vinto».

Se, tuttavia, la tua natura ti spinge – persino a dispetto della tua volontà – ad andare nella direzione sbagliata, verso i desideri egoistici e lontano da Dio, sforzati perlomeno di distaccarti mentalmente dalle tue azioni erronee, istigate dall’abitudine. Verrà il tempo in cui la loro riserva di energia comincerà a decrescere e ad affievolirsi. A quel punto, se non avrai contribuito a quell’energia con la tua volontà consenziente, ti sarà finalmente possibile ridirigere le tue energie verso traguardi più costruttivi.

Così, attraverso la Sacra Scrittura, Dio ha parlato all’umanità.

Reading from Affirmations for Self-Healing

Prontezza

Ci sono due correnti nella vita: una ci porta verso il basso, nel subconscio, e l’altra verso l’alto, nella coscienza cosmica. La prima è un impulso che nasce dal senso di familiarità col passato. La vita, come un fior di loto, evolve dal fango della coscienza inferiore verso la luce della consapevolezza divina. A livello subconscio, ci sentiamo tranquilli rimanendo negli stadi fin qui attraversati, mentre non sempre siamo pronti all’avventura di un’ulteriore crescita!

La seconda corrente della vita è l’impulso dell’anima. Non possiamo trovare la felicità quando ci volgiamo di nuovo verso il fango. Troviamo l’appagamento solamente protendendoci verso la perfetta consapevolezza divina. Per raggiungerla, dobbiamo essere vigili in tutto ciò che facciamo, perché nel flusso del nostro progressivo risveglio si trova la gioia che noi tutti cerchiamo.

 

Practice this affirmation out loud, guided by Swami Kriyananda

Sono desto! Energico! Entusiasta! Do la mia piena, vigile attenzione a tutto ciò che faccio, consapevole che nella coscienza assoluta troverò Dio.

Prayer

Fa’ che io preghi sempre con attenzione vigile e aperta alla Tua presenza in ascolto, consapevole che Tu percepisci il più lieve sussurro dei miei pensieri.

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